STORIA

Il 9 giugno 1937 si è costituita a Zurigo un’associazione denominata:

“ASSOCIAZIONE SVIZZERA PER I RAPPORTI CULTURALI ED ECONOMICI CON L’ITALIA”, la cui abbreviazione è ASRI.

Pochi anni prima della seconda Guerra mondiale fu lanciata, da parte italiana, l’idea di fondare a Zurigo una società italo-svizzera collo scopo d’intensificare le relazioni culturali ed economiche fra I due paesi. Le autorià italiane incontrarono, in un primo momento, una certa riservatezza da parte svizzera, poiché a Zurigo si temeva che il Governo italiano cercasse di costituire nel nostro paese un nuovo mezzo di progapanda politica. Ciò nonostante, l’eco da parte svizzera non fu negativa, ma si cercò di eliminare fin da principio ogni velleità di propaganda politica, creando un ente di carattere svizzero, il quale assumerebbe il compito di contribuire all’intesificazione delle relazioni culturali ed economiche fra L’Italia e la Svizzera. Cosi nacque in seguito l’Associazione svizzera per I rapporti culturali ed economici con l’Italia. Fin da principio si mise l’accento sull’aggettivo “svizzera” volendo con ciò dar rilievo al fatto che le iniziative della Associazione, e la sua attività, provenivano in primo luogo da parte svizzera, escludendo qualsiasi possibilità di propaganda politica.

Negli statuti fu stabilito che i membri del Consiglio saranno scelti tra cittadini svizzeri ed italiani residenti in Svizzera, esponenti della vita culturale ed economica.

Non vi è dubbio che l’attività principale dell’Associazione consistette, nei primi 30 anni della sua esistenza, nell’organizzazione di conferenze a Zurigo, invitando personalità italiane a parlare su temi culturali o economici. Naturalmente, fin da principio, non poteva trattarsi di voler far concorrenza alla Dante Alighieri o, più tardi, al Istituto Italiano di Cultura. Questi due enti organizzano una catena di ottime conferenze su temi culturali, avendo per ciò tutto l’appoggio necessario da parte delle Istituzioni italiane; l’Associazione, da parte sua, si è sempre limitata ad organizzare solo circa 4 conferenze all’anno, di qui la metà su temi culturali e l’altra metà su temi economici, cercando di attirare a Zurigo solamente personalità italiane di altissimo livello. Non per caso, fra I conferenzieri che hanno parlato a Zurigo sotto gli auspici dell’Associazione, si trovano parecchi ministri ed altre personalità eminenti nel mondo economico e culturale.

Dato il duplice aspetto dell’attività dell‘Associazione, e cioè quello culturale accanto a quello economico, il consiglio fu sempre composto in parte da professori dell’Università e del Politecnico di Zurigo, e in parte da uomini di affari: industriali, banchieri, assicuratori.

Per quanto concerne la realizzazione degli scopi indicate negli statuti sotto b) vanno menzionate le seguenti manifestazioni svolte dall’Associazione nel corso degli anni:

1) Esposizioni fatte a Zurigo, sia direttamente dall’Associazione, sia organizzate sotto il suo patronato. Fra queste citerò una mostra del libro italiano, una esposizione di “arte italiana contemporanea”, una esposizione d’”arte di Lombardia”.

2) Assistenza: sotto gli auspici dell’Associazione ebbe luogo verso la fine della guerra una colletta in favore dei rifugiati italiani, un’altra in favore dei bimbi di Cassino (1951) ed una terza in favore di certe scuole in Italia. Nel 1951 l’Associazione organizzò pure una colletta in favore dei danneggiati del Po che raggiunse il valore di lire 20 milioni. Nel 1966 l’Associazione diede un obolo in relazione con una delle varie collette svizzere per i danni di Firenze.

L’Associazione collaborò per avvenimenti importanti come quando nel 1948 partecipò all’inaugurazione della lapide a Francesco de Sanctis al Politecnico di Zurigo dove il professore deteneva la cattedra di letteratura italiana.

Nel 1951 contribuì alla messa in scena, all’Opera di Zurigo, di due opere di Giuseppe Verdi.

Fra le personalità che più dettero impulsi all’Associazione citiamo il professor Giuseppe Zoppi (Broglio TI 1896-1952), professore di letteratura italiana al Politecnico, il professor Reto Bezzola (Celerina GR 1898-1983), professore di letteratura romanza all’Università di Zurigo, che fece parte del Consiglio fin dall’inizio e il dottor Flavio von Planta (1926-2018).